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ENERGIE TEDESCHE E VELENI ITALIANI

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La Germania, dal ‘90 a oggi, ha diminuito la produzione di gas serra del 18 per cento. L’Italia, dal ‘90 a oggi, ha aumentato del 10 per cento la produzione di gas serra. Un solo dato per spiegare la differenza politica, culturale, industriale tra i due paesi. Il brillante risultato tedesco (e per riflesso quello, piuttosto deprimente, italiano) è frutto di un sistema-paese, fatto di leggi, ricerca e investimenti. Perché una legge scarna e semplice ha dato prospettiva strategica nazionale alle nuove imprese, mettendo in moto un meccanismo produttivo alternativo.
Noi andiamo avanti con la legge Andreotti del ‘90, inquinata dal comma sulle cosiddette «fonti assimilabili» grazie al quale, in questi ultimi vent’anni, sono state finanziate con soldi pubblici le industrie più inquinanti (siderurgia, acciaierie, petrolieri). Come dice il giornalista del Corriere della Sera Massimo Mucchetti «con i soldi della bolletta paghiamo fonti non rinnovabili, e anche le follie di Ronaldo» (vedi alla voce Moratti). Drammaticamente, abbiamo speso 40 miliardi di euro per aumentare il volume dei gas serra. E la legge Andreotti è valida fino al 2020. Gli italiani gabbati e spennati come polli. In realtà una nuova legge, fotocopia di quella tedesca, è stata approvata nel 2003, ma senza le linee guida nazionali, così ogni regione fa quel che vuole, cioè poco e male.
Con un’inchiesta su “Sole, vento, alberi”, Riccardo Iacona passa il testimone a Report, Presadiretta (domenica, Raitre)tornerà a settembre. Il giornalista ci saluta con un confronto Italia-Germania condensato in un quattro a zero per i tedeschi. Parlano su tutto due immagini. La cancelliera Merkel che inaugura la prima centrale mista a idrogeno e annuncia che è ormai realtà ciò che solo dieci anni fa sembrava pura utopia. Accanto ha gli imprenditori del settore che raccontano come, pur nella crisi economica, l’industria delle fonti rinnovabili abbia prodotto in dieci anni 750 mila posti di lavoro. Naturalmente siamo solo nella fase iniziale della rivoluzione verde.
In Italia l’immagine è agghiacciante: un parco eolico in provincia di Trapani, costruito, con ingentissimi finanziamenti e fermo da due anni perché non è stato fatto alcun collegamento alle rete elettrica. Politici, mafiosi e imprenditori hanno incassato i soldi pubblici e basta. Non è notizia da prima pagina, se ne occupa qualche coraggioso giornalista della stampa locale.

Norma Rangeri, da il Manifesto de il 9 gennaio 2010

L’ interessantissima puntata di “Presadiretta” andata in onda domenica 7 marzo, in sintesi, dimostra come gia’ la attuale tecnologia nel campo delle energie alternative rinnovabili non inquinanti (tecnologia
sviluppata soprattutto in Germania) sia gia’ ora in grado di sostituire validamente gran parte di quella inquinante e non rinnovabile esistente, creando oltre tutto molti più’ posti di lavoro e anche qualificati. In
particolare, ha colpito la storia delle “torri eoliche” al porto di Amburgo: con una di quelle si crea energia per 3000 famiglie, e l’impatto, considerando che sono a 30 km in acqua, anche dal punto di vista visivo
e’ molto relativo. 3000 famiglie, considerando 3 persone di media a famiglia, fanno 9000 persone. A Livorno siamo 150000 persone circa, per cui basterebbero 15 torri, 20 per dare energia anche alle attivita’ produttive che comunque a quel punto cambierebbero molto e comunque potrebbero (coi nuovissimi sistemi di produzione di energia con il sole) fare anche da sole. E sembra che siamo solo all’inizio, in Germania sono
gia’ al 20 percento di energia pulita, stanno dismettendo le centrali nucleari (su 19 due le hano chiuse, altre vecchie ed obsolete sono comunque chiuse per “lavori” e le altre le stanno piano piano dismettendo) e prevedono entro il 2020 di arrivare al 40 % ed infine al 100 %, considerando anche l’innovazione che sta migliorando quasi giorno per giorno le prestazioni degli apparati che producono energia pulita.

Ufficio Stampa Verdi di Livorno

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1 Commento a “ENERGIE TEDESCHE E VELENI ITALIANI”

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    Livorno 11 Marzo 2010 Una volta di più siamo costretti a vedere l’arretratezza e l’incapacità tutta italiana di non voler cambiare nulla, anzi OSTACOLARE i cambiamenti, in barba ai problemi di salute pubblica, di occupazione e di armonia generale; eppure con la collaborazione e la volontà di fare, vediamo come risulta semplice cambiare i metodi, investire in nuovi progetti e sperare in un mondo diverso; qui ogni giorno dobbiamo sentire solo truffe e scandali che assottigliano le nostre risorse e tolgono di bocca il pane ai più deboli. Che gli dobbiamo fare? Come smuovere questa classe politica alla responsabilità civile? Mancano le parole per descrivere la nostra impotenza.Resistiamo, Gabriella

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