PUGNO DURO CON I ROM E LE BICICLETTE!
Anche a Livorno presso l’Amministrazione Comunale si sta diffondendo la pratica “macista” e autoritaria, quella di “mostrare i muscoli” e il “pugno duro”.
Ci riferiamo – spiega in una nota il portavoce dei Verdi di Livorno Stefano Romboli - alla messa in pratica di provvedimenti che puntano soprattutto alla realizzazione di azioni senza curarsi minimamente delle conseguenze e di come risolvere veramente i problemi.
Ed ecco allora che si provvede a rimuovere le biciclette lasciate in sosta sul marciapiede ed usate quotidianamente per spostarsi (e quindi non solo le “carcasse” abbandonate) daneggiando non solo il proprietario ma pure quella cultura della “mobilità dolce” che invece di essere incentivata viene penalizzata. Ma il bello è che per riavere indietro la bicicletta rimossa il proprietario dovrà pure sborsare una multa salata, arrivando fino a 90 euro! Oltra al danno la beffa: e sinceramente ci pare assurdo e sciocco, visto che la maggior parte delle biciclette di uso quotidiano hanno un valore decisamente inferiore. Il risultato di tutto questo potrebbe essere quello di lasciare i mezzi nei depositi comunali!
Il problema che per ora non sembra essere percepito, è che la maggior parte di chi lascia la bicicletta sui marciapiedi è costretto a farlo per mancanza di alternative: le rastrelliere sono una rarità e concepite male e tutte le nostre strade sono occupate da auto lungo i marciapiedi.
Stesso criterio adottato anche per i rom: si realizza uno sgombero senza pensare alle conseguenze e alle possibili soluzioni. Solo che in questo caso ci sono di mezzo le persone: dove vanno gli “sgomberati” una volta che vengono distrutti i loro “alloggi di fortuna”? Il rischio, principalmente per loro ma pure per l’intera comunità, è che trovino riparo presso siti ancora più pericolosi e degradati (e la vicenda di Pian di Rota del 2007 dovrebbe farci da monito).
La speranza – conclude Romboli - è che si cominci ad invertire la rotta di una politica che ormai da tempo sembra aver perso un briciolo di umanità e di ragionevolezza, in nome della sicurezza e del marketing politico improntato al culto dell’immagine e del consenso. Il virus del “Berlusconismo” ormai è diffuso ovunque…..
Livorno, 17 febbraio 2010 Ufficio Stampa Verdi di Livorno Livorno Libera
























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