Prima l’uomo, sempre, poi la legalità.
Una lezione di Alex Langer, simbolo della convivenza e della necessità di una conversione ecologica della società.
Se solo avessimo provato a seguire e confrontarci seriamente con il “Tentativo di decalogo per la convivenza interetnica” suggeritaci da Alex Langer nel “lontano” 1994, forse oggi ci troveremmo un po’ più a nostro agio nell’attuale società multiculturale e saremmo maggiormente in grado di convivere e confrontarci con gli altri, i migranti.
In particolare nel settimo punto di questo decalogo Langer sostiene che “Diritti e garanzie sono essenziali ma non bastano; norme etnocentriche favoriscono comportamenti etnocentrici.
Non si creda che identità etnica e convivenza inter-etnica possano essere assicurate innanzitutto da leggi, istituzioni, strutture e tribunali, se non sono radicate tra la gente e non trovano fondamento in un diffuso consenso sociale; ma non si sottovaluti neanche l’importanza di una cornice normativa chiara e rassicurante, che garantisca a tutti il diritto alla propria identità (attraverso diritti linguistici, culturali, scolastici, mezzi d’informazione, ecc.), alla pari dignità (attraverso garanzie di piena partecipazione, contro ogni discriminazione), al necessario autogoverno, senza tentazioni annessionistiche in favore di qualcuna delle comunità etniche conviventi. In particolare appare assai importante che situazioni di convivenza inter-etnica godano di un quadro di autonomia che spinga la comunità locale (tutta, senza discriminazione etnica) a prendere il suo destino nelle proprie mani ed obblighi alla cooperazione inter-etnica, tanto da sviluppare una coscienza territoriale (e di “Heimat”) comune: ciò potrà contribuire a scoraggiare tentativi di risolvere tensioni e conflitti con forzature sullo “status” territoriale (annessioni, cambiamenti di frontiera, ecc.).
E non si dimentichi che leggi e strutture fortemente etnocentriche (fondate cioè sulla continua enfasi dell’appartenenza etnica, sulla netta separazione etnica, ecc.) finiscono inevitabilmente ad inasprire conflitti e tensioni ed a generare o rafforzare atteggiamenti etnocentrici, mentre - al contrario - leggi e strutture favorevoli alla cooperazione inter-etnica possono incoraggiare ed irrobustire scelte di buona convivenza”.
Mi sembra che oggi quando si lanciano appelli alla legalità (e alla sicurezza) si tenda a trascurare tutto il resto, in particolare la necessità di favorire reali “interazioni”, prima ancora di integrazioni. E su questo non si scorgono grandi differenze fra le politiche e le proposte dei due diversi schieramenti che ci governano oggi, dal livello locale a quello nazionale.
E forse la lezione di Alex Langer ci richiama anche a questo: l’importanza e la necessità di riscoprire il valore delle parole e dei significati, ripartendo da una sorta di “alfabetizzazione” culturale. Altrimenti saranno solo “scorciatoie” e salti nel “buio”.
Stefano Romboli
























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