Piste Ciclabili

Verdi: “La pista ciclabile di piazza Mazzini è una presa in giro”

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LIVORNO _ Dopo i lavori di ristrutturazione e l’inaugurazione della nuova piazza Mazzini finalmente è stato riqualificata un parco per anni abbandonato, ma non è stata risolta la questione della pista ciclabile. E’ questa la denuncia dei Verdi.
“Per la pista ciclabile _ sostengono gli ecologisti _ è stata scelta una sistemazione che può creare grossi problemi ai ciclisti e ai pedoni che frequenteranno il parco della piazza”.
Primo problema: è stata dichiarato pista ciclabile il viale principale della piazza. Non c’è alcuna segnaletica orizzontale. Il viale ha delle curve a 90 gradi inadatte alla circolazione delle biciclette. Il viale è di fatto stato studiato per i pedoni. La sola collocazione di una serie di cartelli previsti dalla figura II90 art.122 del codice della strada non si può dire che abbia trasformato quel viale, con piazzette pedonali e panchine, in una pista ciclabile così come disposto dal Decreto Ministeriale n°567 del 30 Novembre 1999.
Seconda questione: la cosa più grottesca è che i cartelli della figura II90 collocati in cima ai vialetti “indicano l’inizio, il proseguimento di una pista, una corsia, un percorso, un itinerario riservato ai soli velocipedi” così come recita il codice. Con quei cartelli, quindi i pedoni non possono circolare o se lo fanno sono passibili di contravvenzione.
Terzo problema: la scelta poteva essere quella di collocare i cartelli promiscui di percorso pedonale e ciclabile commisto di cui alle fig. II92b art.122 del vigente codice ma non l’hanno fatto perché a questo punto avrebbero ammesso che la pista ciclabile non era stata né progettata né prevista in disprezzo della legge 366 che obbligava la costruzione di piste ciclabili adiacenti alla viabilità trasformata. Quindi non c’è stata neanche l’accortezza di variare i progetti in corso d’opera nonostante le denunce dei Verdi.
Quarta osservazione: la commistione che, di fatto, si creerà tra pedoni e ciclisti in transito potrebbe essere foriera d’incidenti con denuncie alla magistratura che considererà le biciclette veicoli a tutti gli effetti, quali sono, così come è stato fatto al momento dell’incidente tra pedone e ciclista in via De Larderel che comportò una condanna per l’allora assessore. Il ciclista urbano a quel punto potrebbe chiedere danni al comune per i cartelli che indicano l’esclusività del transito alle biciclette.
Vale la pena accennare che la pseudo pista ciclabile non è collegata con un attraversamento ciclabile con piazza Orlando e quindi col viale Italia mentre dalla parte Nord la pista termina sul marciapiede antistante gli immobili senza un accenno alla continuità più volte dichiarata dalla Giunta Cosimi e dai progetti dell’itinerario ciclabile dalla Rotonda di Ardenza al Porto.
“E’ l’ennesima presa di giro _ commentano i Verdi _ Viene da domandarsi se i politici del PD si sono resi conto che prendere in giro i cittadini prima delle elezioni è controproducente. E’ chiaro che a Livorno pesa l’assenza di un Ufficio della Bicicletta comunale come c’è a Pisa, Prato, Firenze, Siena, Parma, Piacenza, Verona, Bologna, Reggio Emilia, Ravenna, Milano, solo per citare alcuni esempi”.

L’Ufficio stampa
Verdi Livorno

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