Piccolo Commercio

Nuovo Centro. Ecco il centro commerciale: un colpo da KO al commercio

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2 ipermercati da 5000 mq l’uno + 100 negozi medi e grandi + 1 centro benessere da 1200 mq + altri 1000 mq tra ristorante e birreria = 28.000 mq

LIVORNO _ Questa è la ricetta contenuta nel progetto depositato a dicembre agli uffici dell’Edilizia privata del Comune. La proprietà vorrebbe realizzare la struttura a breve nell’area davanti a quella del luna park.
“Il progetto metterà ko il piccolo commercio _ sostiene Gabriele Volpi, capogruppo dei Verdi in Consiglio Comunale _ Sarà la mazzata finale per l’economia dei piccoli negozi cittadini”.
I Verdi si schierano ancora una volta contro il mega complesso commerciale, frutto della transazione tra amministrazione e i privati del contenzioso Fremura.
“Il reddito dei livornesi _ spiega Volpi _ non aumenta con il numero degli ipermercati, ma diminuisce. I dati dimostrano che un posto di lavoro nella grande distribuzione ne cancelli almeno tre nel piccolo commercio. In questa fase economica il centro commerciale del Nuovo Centro servirà solo a innescare una guerra con Porta a Terra, le cui vittime saranno i negozi del centro e quelli di vicinato”.
I Verdi puntano il dito su una scelta fin dall’inizio sbagliata: “Sono anni che si sceglie di investire solo su edilizia e commercio. Nel nuovo centro avrebbero dovuto trovar spazio luoghi di divertimento e cultura, non solo case e negozi. Nel piano ci sono poi delle previsioni che suonano come una beffa: un centinaio di negozi definiti di vicinato, vale a dire quel tipo di negozi che sarà a rischio estinziona proprio a causa del centro commerciale del Nuovo Centro. I negozi di vicinato, la piccola bottega, esiste solo se mescolata tra le abitazioni e facilmente accessibile per gli anziani, che sono tanti e non possono spostarsi”.
C’è poi la questione legale: “Il progetto, per non parlare dei cambi di volumetrie e l’aumento di edificazione, viola a nostro avviso la normativa sulla partecipazione. La norma prevede che la cittadinanza sia adeguatamente informata sul progetto, ma finora è stato fatta solo una paginetta su Internet. Altro aspetto quello dello studio sulla ricaduta economica della struttura, invece di farlo prima come prevede la normativa, hanno detto che lo faranno dopo. Ma che senso ha?”.
Volpi conclude con un avvertimento: “Sapete perché molti privati si sono tirati fuori dall’operazione di Porta a Mare? Perché con le nostre denunce e battaglie abbiamo ridimensionato la speculazione edilizia e l’utilizzo commerciale, mettendo in luce le numerose irregolarità tra il piano urbanistico e quello poi approvato dal Consiglio. Anche per il Nuovo Centro daremo battaglia, magari mettendoci davanti alle ruspe”.

L’Ufficio Stampa
Gruppo Verdi


Il Dossier sul Nuovo Centro

Ecco il progetto del primo piano (area commerciale):

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2 Commenti a “Nuovo Centro. Ecco il centro commerciale: un colpo da KO al commercio”

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    Ho sempre trovato sbagliato assecondare l’affermarsi del monopolio della grande distribuzione sul piccolo commercio così come la concentrazione delle pellicole in una unamultisala padrona della distribuzione, perchè sono persuasa che in generale il molteplice garantisca più opzioni di libertà e di dinamismo.Purtroppo è vero che i piccoli commercianti non ce la fanno ad essere competitivi coi prezzi e che hanno anche problemi logisti coi fornitori.Io credo che i bottegai del centro ,sono necessari e lo saranno sempre di più per la popolazione che invecchia e che avrà anche bisogno di spesa a domicilio se non vogliamo che i cittadini guidino l’auto fino a vecchi per procurarsi il necessario.
    Ma sono anche necessari perchè tramandano l’arte del commercio che è l’unica vera autoctona con cui sono cresciute le famiglie della nostra città .Però anche i commercianti devono fare uno sforzo di mentalità per resistere sul mercato. Mi è sembrato un segno importante che abbiano voluto riunirsi in associazione per acquisire il marchio di borgo naturale e allora perchè non chiedere di utilizzare le aree disponibili dentro Porta a Mare per farne magazzini di stoccaggio di merce da acqistare all’ingrosso e poi gestire come consorzio di commercianti ed impedire che nasca un nuovo supermercato che li schiaccerebbe comunque. Scusate se mi sono permessa di dare un suggerimento ma ad una assemblea di borgo furono proprio i commercianti a sollecitare proposte e poi credo che sarebbe importante anche per molti giovani avere almeno la prospettiva di aprire un piccolo negozio.

  2. Commenta Top

    La proposta è significativa. I commercianti dovrebbero consorziarsi per battere la grande distribuzione, ma il Comune dovrebbe bloccare gli ipermercati. Ci sono già i supermercati a fare concorrenza. Come fanno i piccoli commercianti a battersi anche contro gli ipermercati?

    Il futuro dovrebbe essere senza ipermercati, ma con un’organizzazione del commercio più vicina agli anziani e ai più deboli. Quindi senza ipermercati, ma con centri commerciali di quartiere e con prezzi calmierati.

    C’è poi l’aspetto della qualità che diventerà sempre più importante. Come si fa a non sapere da dove arriva e come viene lavorato ciò che si mangia?
    Dobbiamo capire che è importante ridurre le distanze con i produttori. E’ meglio se sono locali, se possiamo andare a vedere come lavorano, se non usano pesticidi, disserbanti e concimi chimici.

    Il futuro è biologico e filiera corta. Così si garantisce il piccolo commercio e la salute.

    Gabriele

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