Sommario
In evidenza
Piccolo Dizionario
Esposti alla procura
Il mare in gabbia
Numeri utili
L’angolo della poesia
Perchè si paga per andare sul mare?
Come siamo arrivati a questo punto?
Le nuove norme sul demanio marittimo
Cosa fare se…
Modulo tipo per segnalare o protestare
Gli scandalosi canoni di affitto degli arenili
Quanto pagano ogni anno?
Esposti in procura
1 agosto 2008
Anche ai Fiume non si accede al mare. Esposto alla Procura
29 luglio 2008
Ai Pancaldi non si passa per fare il bagno. Esposto alla Procura
25 luglio 2008
Esposto alla magistratura sull’ordinanza balneare 2008
3 luglio 2007
Diffida al Sindaco di Livorno
In evidenza
21 agosto 2008

Dossier Mare Libero 2008
23 maggio 2008
Ordinanza Balneare del Comune di Livorno 2008
22 giugno 2007

Manuale di autodifesa del bagnante 2007
1 giugno 2007 - da La Repubblica
31 maggio 2007
Chiarimento del Ministro Bianchi sull’accesso libero a Repubblica TV
25 maggio 2007

Circolare del Ministero dei Trasporti
25 maggio 2007
Ordinanza Balneare del Comune di Livorno 2007
30 aprile 2007
Ordinanza Balneare 2007 della Capitaneria di Livorno
16 aprile 2007
Il Consiglio Comunale di Livorno approva un altro atto di indirizzo:
Il Consiglio Comunale [...] formula alla Giunta Comunale l’invito a programmare entro 6 mesi, con gli appositi strumenti di governo e di bilancio:
[...]
• l’adeguamento delle convenzioni che regolamentano il rapporto tra concessionari del Demanio marittimo di competenza dell’Amministrazione Comunale alle norme previste dall’art. 1 comma 251 della finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296);
• l’approvazione di un regolamento per il rilascio delle concessioni del demanio marittimo che preveda l’attuazione degli indirizzi approvati dal Consiglio Comunale il 20 febbraio 2004*;
[...]
Il testo integrale dell’atto approvato in Consiglio Comunale il 20 febbraio 2004
17 maggio 2007
Risposta dell’Ufficio di gabinetto della Vicepresidenza del Consiglio dei Ministri al quesito del Comune di Livorno
16 maggio 2007

Quesito del Comune di Livorno
2 maggio 2007

Circolare del Ministero dei Trasporti per la sosta in aree apposite
27 marzo 2007

Circolare del Ministro dei Trasporti
14 luglio 2006

Risposta del Comune di Livorno alla richiesta del 9 maggio 2006
9 maggio 2006
Richiesta di attuazione dell’ordine del giorno approvato in Consiglio Comunale il 20 febbraio 2004
20 febbraio 2004
I Verdi fanno approvare un atto sulle assegnazione delle concessioni del demanio marittimo
La Bellana - francobollo di mare libero a Livorno

Piccolo dizionario
Dal manuale di autodifesa del bagnante
Spiaggia libera: qualsiasi arenile su cui non gravano concessioni demaniali a privati e controllata dalle amministrazioni. è sempre segnalata la possibilità di balneazione per la qualità delle acque o la presenza o meno della sorveglianza a mare.
Spiaggia libera attrezzata: come le spiagge libere, con in più la presenza di punti ristoro o noleggio attrezzature gestiti da operatori in convenzione con i comuni che sono concessionari delle spiagge stesse.
Spiagge non assistite (fuori dai tratti urbani): qui ognuno può accedere nel rispetto delle bellezze naturali e non c’è nessuna assistenza.
Arenile: la superficie sabbiosa in genere.
Battigia: chiamata anche bagnasciuga o, in termini più specifici, fascia intertidale, è quel tratto di litorale, variabile a seconda della marea, che è costantemente bagnato dall’acqua marina.
Sia il Codice civile sia il Codice della navigazione prevedono una fascia a contatto con il mare appartenente al demanio pubblico. Nessuna norma di legge stabilisce che siano proprio 5 metri. Il Codice della navigazione ha demandato agli enti competenti di stabilire i metri demaniali. ln genere, prevedono 5 metri demaniali per il libero transito o per la sosta temporanea. I 5 metri devono essere sgombri al fine di agevolare il passaggio e i soccorsi in mare in caso di infortuni.
Demanio Marittimo: il vero e proprio suolo dello Stato, come le montagne, i fiumi. In definitiva, i proprietari siamo tutti noi.
Su di esso vigila l’Autorità della Marina (Capitaneria di Porto) ed è amministrato dal Ministero delle Finanze attraverso gli Uffici Demaniali.
Concessione Demaniale: atto formale con cui lo Stato, attraverso le istituzioni delegate, rilascia e rinnova (su richiesta degli interessati e secondo regole stabilite) permessi di uso in genere per una migliore fruizione pubblica coniugata ad un’attività remunerativa.
La durata è temporanea, e legata al rispetto della concessione stessa e delle strutture contenute, nella forma e nella destinazione.
Il mare in gabbia
Dal manuale di autodifesa del bagnante
Si calcola che almeno 915 km di occupazione delle spiagge, sono occupate da stabilimenti. Circa il 26 % delle coste. Ma agli stabilimenti dobbiamo aggiungere le infrastrutture, i campeggi ed i villaggi turistici, le opere abusive residenziali, e soprattutto gli agglomerati urbani costieri realizzati a ridosso dell’arenile: come nel caso di Torvajanica (Pomezia - Roma) dove circa 7 km di costa/spiaggia sono completamente nascosti da file ininterrotte di palazzi, stabilimenti e ville.
Appare quindi verosimile che il dato sull’occupazione delle aree demaniali marittime sia molto più grave, e che si aggiri tra il 40% e il 50% del totale del litorale.
In Italia vi sono 3.534 Km di spiagge, su un totale di 6.695 Km di coste (escluse le isole minori), così distribuite:
| Regione |
Km costa |
Km spiagge |
| Liguria |
357 |
180 |
| Toscana |
475 |
200 |
| Lazio |
285 |
270 |
| Campania |
345 |
200 |
| Calabria |
693 |
590 |
| Sicilia |
995 |
650 |
| Sardegna |
1.900 |
480 |
| Basilicata |
53 |
40 |
| Puglia |
864 |
300 |
| Abruzzo |
125 |
116 |
| Molise |
70 |
35 |
| Marche |
145 |
144 |
| Emilia R. |
130 |
128 |
| Veneto |
160 |
126 |
| Friuli |
98 |
75 |
| ITALIA |
6.695 |
3.534 |
Aumento percentuale delle aree edificate dal 1995 al 2003*
| Aree |
Incremento % dal ‘95 al 2000 |
Proiezione 2004 |
Tendenza espansione urbanistica |
| Sicilia |
16,39 |
29 |
|
| Sardegna |
16,93 |
30 |
|
| Calabria |
21,88 |
37 |
+21% |
| Sud |
17,36 |
30 |
|
| Centro |
23,57 |
40 |
+23% |
| Nord Ovest |
15,45 |
27 |
|
| Nord Est |
15,34 |
18 |
|
*sono stati considerati i soli edifici. Da aggiungere ingenti percentuali relative alle infrastrutture.
Numeri utili
Per avere l’elenco completo nazionale, non solo delle Capitanerie di Porto, ma anche degli Uffici circondariali marittimi, Uffici locali marittimi, Direzioni marittime, Delegazioni di Spiaggia, con i relativi
numeri di telefono e indirizzi, visitare il sito:
www.guardiacostiera.it
800610203 è il numero Verde della Federazione nazionale dei Verdi - attivo dal lunedì al venerdi dalle 9.30 alle 18.30 e il sabato e attiva la segreteria telefonica. Potete segnalare le violazioni che avete subito o gli abusi anche edilizi che aveste visto.
L’angolo della poesia
-
La battigia
Andetti alla Terrazza ‘or mi’ filliòlo
e cor pallone si ‘ominciò a gioàre,
mi venne fatto di fà un puntaròlo
e quella palla… andiède a finì ‘n mare.
Maremma ‘ane boia che sfortuna,
oggi davvero ‘un ne ‘ndovino una!
E dato che quer dì c’era un bèr vento
‘r pallone galleggiando andò in que’ bagni
dov’ entri solamente a pagamento
se no ‘un ti fan passare… quei taccagni!
“Aspetta bimbo ‘he vado a domandare
se posso andà a pillià ‘r pallone ‘n mare.”
“Mi scusi billiettàio una cortesia
entro su’ bagni solo un momentino,
née giuro vo a battigia e vengo via…
ciò da pillià sortànto un palloncino!”
- “Artro morto di fame ‘he fa ir furbetto,
- se vòi entrà qui… devi pagà ‘r billiétto!”
“Ascórta un poìno me ora billiettàio
ir mare è mio e mio è anco ‘r pallone,
se non mi fai entrare bèr troiàio…
devi andà ‘n culo te e poi ‘r tu padrone!
A me ‘un mi sembra tanto regolare
che chi ‘un cià sòrdi un pòle andà sur mare!!!”
Enrico Faggioni
Le meduse
Con questo grande cardo equatorialeche è arrivato a’ primi di stagione,
se vado ar mare ‘un penso ‘he si stia male
sulla mi’ sdraia sotto l’ombrellone
e poi ‘un vedo l’ora di buttammi
ner mare di ‘Alafuria a rinfrescammi.
Mi spoglio ‘gnudo e mi infilo ‘r costume
poi prendo un bello slancio per tuffammi
però sull’acqua vedo un bolleggiume…
ma è troppo tardi e ‘un posso più fermammi,
ner mare sott’a me s’eran diffuse
un branco d’un milliòne di… Meduse!!!
Cascai nell’acqua carda come ir piscio
e cominciai a notà dalla paura,
sperai pe’ un po’ che andésse tutto liscio
ma poi sentì come ‘na bruciatura
e un’altre e dopo un’altra finché urlai:
“Meduse, ‘osì mi state marsacrando… ahiii!!!
Il capogruppo di quelle meduse
sentendo questo appello mio accorato
mi disse: “Io ti faccio le mie scuse,
ma noi siam qui perché il clima è cambiato,
tant’anni fa qui l’acqua era stecchita
e oggi è carda che pare bollita!
La córpa è di ‘uei vostri cervelloni
che pensano sortanto a fà la guerra,
‘un hanno anche ‘apito quei ‘olliòni
che ir gran probréma ‘he c’è…
è l’effetto serra!
Umani, voi all’ambiente ‘un ci pensate!
Dovete stà più attenti a cosa fate!”
Ma te pensa se un essere cosciente
doveva provocar l’inquinamento!
L’ òmo moderno ‘un ha capito niente
e in mare ormai c’è un grande cambiamento.
Ner fosso lì vicino a’ Domeniàni,
fra pòo ci pescheranno… i pesci ‘ani!!!
Enrico Faggioni |
Perchè si paga per andare sul mare?
Art. 1, comma 251, legge 296/2006 (Finanziaria 2007) è fatto “obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine della balneazione.” QUESTA È LA NORMA APPROVATA DAL PARLAMENTO ITALIANO SU PROPOSTA DEI GRUPPI PARLAMENTARI VERDI.
Il testo integrale della finanziaria 2007
La battigia, che possiamo chiamare anche bagnasciuga o, in termini più specifici, fascia intertidale, è quel tratto di litorale, variabile a seconda della marea, che è costantemente bagnato dall’acqua marina.
Filo spinato - Bagni Pancaldi - estate 2008
Come siamo arrivati a questo punto?
Dal manuale di autodifesa del bagnante
Dall’apparizione dei primi stabilimenti si è assistito alla progressiva sparizione dell’arenile libero che anche grazie alle istituzioni impotenti, distratte o stranamente assenti, certamente insensibili alla tutela delle spiagge libere, hanno decretato la quasi completa estinzione sia dei caratteri originari dei litorali, sia della possibilità di fruizione libera dell’arenile. Le spiagge libere oggi rimaste rappresentano una percentuale non molto alta del fronte mare, con tratti di diversi chilometri ormai completamente cementificati ed esclusi alla libera fruizione.
Le conseguenze di tali scompensi compromettono, in molte aree del litorale nazionale, l’aspetto democratico e della legalità dell’utilizzo del demanio marittimo.
Senza contare che in troppi litorali non si può accedere alla spiaggia, difesa nella stagione invernale anche dal lato mare da una serie interminabili, di degradanti bandoni metallici, non si può vedere il mare
nascosto da muri di confine, divisori, cancelli e recinzioni metalliche con aggiunte tende, stuoie, ecc.
La comparsa degli stabilimenti si è avuta utilizzando permessi perl’esercizio della balneazione, rilasciati, in diversi periodi, dal Ministero della Marina, dalla Capitaneria di Porto, dal Comune di appartenenza.
La “tecnica” di occupazione progressiva dell’arenile è variata con il mutare delle esigenze della popolazione e con la diversa normativa a tutela del demanio marittimo.
Negli anni, è aumentata sempre più la richiesta di un “posto al mare” e la balneazione si è trasformata spesso secondo il modello “Versilia”, con esigenze diverse quali la cabina e i servizi per tutti i ceti popolari con ovvie diverse e ingenti esigenze di spazio che hanno determinato richieste di autorizzazioni riferite non più a piccole strutture per la ristorazione, ma progressivamente a complessi in muratura comprendenti, cabine, passeggiate, spogliatoi, servizi, bar, ristoranti, piscine, campi da tennis, locali da ballo, locali commerciali anche non connessi alla balneazione.
Solo una vigilanza assidua ed efficiente delle amministrazioni locali e delle Capitanerie di Porto, oltre che di tutti i cittadini e Associazioni può prevenire sul nascere i gravi fenomeni di abusivismo in aree sul
demanio marittimo che hanno dato il via nel corso degli ultimi 40 anni allo scempio delle coste e al cosiddetto “mare in gabbia”.
è bene comunque ricordare come, in questo ambito, un ruolo fondamentale continuano ad averlo le Regioni. Le loro competenze sono fondamentali per la tutela ambientale delle coste, per i vincoli
paesaggistici, gli strumenti urbanistici inerenti gli arenili, i rinnovi e i rilasci delle concessioni.
In pratica sono le Regioni che devono ancora decidere se e come tutelare ulteriormente dalle edificazioni le loro coste attraverso normative più restrittive, se e come intervenire in merito agli strumenti urbanistici dei comuni, se e quando consentire alla revoca o alla decadenza di una concessione demaniale per inadempienze o violazioni per procedimenti avviati dai comuni competenti, se e quando approvare il Piano regionale delle Coste, ed infine vigilare sulla corretta applicazione delle deleghe ai comuni in materia di nullaosta ambientali.
E’ chiaro che per salvaguardare le spiagge, il turismo, e prevenire l’erosione marina, bisognerà comunque arrivare ad una legge di tutela costiera, sul modello della Sardegna, che prevede il blocco della nuova edificazione sulle coste per una profondità di due chilometri.
Le nuove norme sul demanio marittimo
Dal manuale di autodifesa del bagnante
E’ fatto “obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine della balneazione”.
Come abbiamo visto, è – grazie al lavoro dei Verdi - quanto prevede l’ultima legge finanziaria (legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, comma 251) approvata dal Parlamento, che ha introdotto (commi da 250 a 257) delle novità per quanto riguarda il demanio marittimo, i relativi canoni di concessione, e i diritti degli utenti.
L’accesso libero e gratuito alla battigia è una norma particolarmente importante, anche alla luce del fatto che l’accesso al mare in diverse zone del Paese è ormai un problema sociale. Buona parte del litorale è quasi totalmente privatizzato, e ci vogliono spesso diverse decine di euro per trascorrere una giornata al mare con la famiglia.
Oltre all’accesso gratuito alla battigia, troviamo ulteriori disposizioni.
Tra queste:
- si prolungano, per i gestori, le concessioni, che possono avere durata superiore ai sei anni ma non possono andare oltre i venti anni;
- le Regioni nel predisporre i piani di utilizzo delle aree del demanio marittimo, devono “individuare un corretto equilibrio tra le aree concesse a soggetti privati e gli arenili liberamente fruibili” oltre a garantire le “modalità e la collocazione dei varchi necessari”
all’ingresso libero in spiaggia. Anche questa norma è stata introdotta su proposta dei gruppi parlamentari Verdi;
- le concessioni saranno revocate qualora il concessionario si renda responsabile, a partire dal 1° gennaio 2007, di gravi violazioni edilizie che costituiscano violazione degli obblighi derivanti dalla concessione stessa;
- gli adeguamenti dei canoni demaniali saranno calibrati sulla redditività delle singole aree;
- i canoni vengono ridotti del 50 per cento in caso di eventi dannosi di eccezionale gravità che comportano una minore utilizzazione del bene;
- cambia anche il calcolo dei canoni di riferimento delle pertinenze demaniali.
Si prevede infatti una nuova articolazione delle aree, manufatti, pertinenze e specchi acquei in due categorie (A e B) anziché nelle quattro (A, B, C e D) finora previste. In pratica, vengono distinte due categorie: la A ad alta valenza turistica, e la B a valenza turistica normale, il cui accertamento è riservato alle regioni. In mancanza di questo accertamento la norma stabilisce che rientrino altrimenti tutte nella categoria B.
Cosa fare se…
Dal manuale di autodifesa del bagnante
Non vi fanno entrare nello stabilimento per andare al mare, o vogliono farvi pagare il biglietto, oppure vi proibiscono di stazionare temporaneamente per fare un bagno sulla battigia antistante l’area compresa nella concessione, anche se non possedete oggetti strumentali alla balneazione (sdraio, ombrellone), se non il semplice telo da mare.
Avete il diritto di entrare gratuitamente, raggiungere il mare per la via più breve o quella che vi indicheranno, e decidere se fare il bagno posando i vostri indumenti, prendere il sole, purché non intralciate il passaggio dei mezzi di soccorso o il passaggio di altri, o se non desiderate fare un bagno, potete passeggiare lungo la battigia.
Ricordate che la battigia è un’area esclusa dalla concessione demaniale su cui il concessionario non ha alcuna titolarità di contestare alcunché.
In caso di resistenza potete ricordare al personale dello stabilimento che non vi vuole fare entrare che sta violando quanto prevede una legge dello Stato, e precisamente la legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, comma 251, che stabilisce “l’obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area compresa nella concessione, anche al fine della balneazione“. Se insiste, telefonate alla Capitaneria e/o ai Vigili Urbani o al numero Verde della federazione nazionale dei Verdi.
Chiedete il nominativo del responsabile dello stabilimento e procedete ad una denuncia circostanziata supportata da testimoni o spedite un esposto (vedi modulo allegato), oppure recatevi presso la vicina
caserma dei Vigili Urbani e sporgete denuncia formale.
Non vogliono farvi uscire dallo stabilimento?
Come sopra.
Volete vedere il mare ma lo stabilimento è chiuso e la spiaggia libera è lontana?
Non c’è alcuna legge che permette a qualcuno di impedire l’accesso al mare fuori della stagione balneare. Pertanto i gestori devono lasciare la possibilità d’accesso, e se trovate chiuso è l’occasione di denunciare l’accaduto ai Vigili Urbani, e alla Capitaneria di Porto.
Volete andare in spiaggia a pescare ma non sapete dove entrare?
Come sopra.
La spiaggia libera è sporca?
La pulizia delle spiagge libere è a carico del Comune. Se la spiaggia è sporca non esitate a inviare una segnalazione o un esposto circostanziato ai soggetti responsabili: Comune di appartenenza.
La spiaggia in concessione ad uno stabilimento è sporca d’inverno?
La pulizia della spiaggia in concessione è un obbligo del concessionario anche d’inverno. Segnalate il fatto al comune di appartenenza o alla Capitaneria di Porto.
Ogni cento metri d’arenile ci deve essere una postazione di salvataggio con un operatore abilitato, dotato di:
- maglietta con scritto in maniera ben visibile “salvataggio”
- fischietto;
- pattino o battello rosso con riportata la scritta “salvataggio” e il “nome dello stabilimento”;
- due salvagente anulari di cui uno munito di una corda di almeno 30 metri;
- una gaffa.
In caso d’inosservanza di tali importanti obblighi fate notare la carenza al personale dello stabilimento o della spiaggia libera attrezzata e se si ripete, non esitate a segnalare la cosa o presentare una denuncia vera e propria: non si scherza con la sicurezza a mare.
Non viene rilasciata la ricevuta fiscale per la cabina, l’ingresso o altro.
è una gravissima violazione della legge dello Stato per “frode fiscale”.
è opportuno chiamare la Guardia di Finanza o inviare una segnalazione.
Ne vale della nostra reputazione e ne risentono le nostre tasche: il minore gettito fiscale dovuto alle tasse eventualmente non pagate dai gestori degli stabilimenti ricade su tutti i cittadini.
Non ci sono accessi per disabili fino alla battigia.
Si tratta di una violazione grave della legge 104 del 1992, sui diritti delle persone disabili.
Sono in corso costruzioni di immobili sul demanio?
Va verificato se c’è un cartello che autorizza la costruzione e inviare un esposto al
comune.
Ci sono fognature a cielo aperto che scaricano in mare.
Inviare immediatamente un esposto alla Procura della Repubblica, alla Provincia e al Comune.
Modulo tipo per segnalare o protestare
Questo è un possibile modulo per la segnalazione di abusi non solo contro i diritti dei cittadini, ma anche contro l’ambiente, come ad esempio abusi edilizi, scarichi fognari ecc.
- Al Sindaco del Comune di …
- All’Assessore LL.PP. del Comune di …
- Al Comandante della Capitaneria di Porto di …
- Al Comandante dei Vigili Urbani di …
- Al Comando dei Carabinieri di …
- Il Sottoscritto … nato a … il … e residente a … in via … segnala/denuncia che il giorno … alle ore … presso la spiaggia libera /lo stabilimento … sito a …
- è accaduto quanto segue / ha riscontrato la seguente violazione:
(Si riportano a titolo esemplificativo alcune delle situazioni più frequenti, ma l’elenco potrebbe essere molto più lungo!):
- Volevo entrare gratuitamente per raggiungere il mare come previsto dalle norme in vigore, ma non mi è stato consentito (specificare da chi) con le seguenti motivazioni e il seguente comportamento.
…
- Volevo entrare per raggiungere il mare come previsto dalle norme in vigore, ma mi è stato richiesto (specificare da chi) il relativo pagamento di un biglietto di ingresso.
…
- Volevo stazionare temporaneamente per fare un bagno, sulla battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, ma seppure non in possesso di oggetti strumentali alla balneazione (sdraio, ombrellone) se non un telo da mare, mi è stato vietato.
…
- Volevo andare a fare una passeggiata in spiaggia ma non c’era possibilità di entrare perché tutti gli ingressi erano chiusi e non c’era nessuno a cui rivolgersi.
…
- Non era presente, come prevista dalle norme in vigore, la sorveglianza a mare, ovvero era carente di …
…
- La spiaggia era sporca per la presenza di rifiuti di tipo …
…
- Non c’era il passaggio attrezzato per disabili in aperta violazione della normativa vigente e non sono potuto andare al mare.
…
- è in corso di costruzione un’immobile su area demaniale. Si chiede di intervenire al fine di adottare tutti quei provvedimenti necessari a impedire che il danno ambientale venga portato ad ulteriori
conseguenze.
…
- Si segnala la presenza di scarico fognario che versa direttamente a mare. Si chiede intervento per adottare i provvedimenti previsti dalla legge.
- Alla fine dell’esposto chiedere l’applicazione dell’art. 47 del codice della navigazione che prevede la decadenza della concessione demaniale a quei concessionari che violano gli obblighi previsti dalla
legge in materia di concessioni demaniali.
In ogni lettera, se volete una risposta, indicate la richiesta ai sensi della L. 241/90. Dovreste avere risposta entro 30 giorni.

Gli scandalosi canoni di affitto degli arenili
Dal manuale di autodifesa del bagnante
Investire nella balneazione rende. Avete mai provato a calcolare quanti soldi si ricavano tra affitti delle cabine, ombrelloni, sdraio e quant’altro?
Le cabine sono mediamente affittate ad un prezzo che varia dai 1.500 ai 3.000 euro a stagione. Solo con 100 cabine si ricavano tra 150.000 e 300.000 euro = da 300 a 600 milioni di vecchie lire! Aggiungete ingressi, lettini, sdraio, ombrelloni, ristoranti, piscine, caffè, gelati, bibite. Niente di male, ovviamente, guadagnare è legittimo.
Ma i canoni che i gestori devono pagare al Demanio sono irrisori, nella gran parte dei casi il costo del canone è inferiore o equivale a quello dell’affitto di un appartamento medio!
Uno stabilimento con una concessione demaniale di 10.000 mq paga al demanio secondo quanto previsto dalla legge circa 10.000 euro l’anno ovvero circa 850 euro al mese.
Complessivamente nel nostro Paese, gli stabilimenti in concessione (per zone demaniali marittime e lacustri) a fronte di un pagamento del canone annuo pari a 40.128.521 euro, vantano un fatturato annuo di ben 1.967.539.602 euro (Dati aggiornati al 2005. Fonte: elaborazione Patrimonio dello Stato S.p.A. su dati S.I.B. e FIPE srl).
Quanto pagano ogni anno?
Dal manuale di autodifesa del bagnante
(Legge 296/2006, articolo 1, comma 251) Importi in euro
|
Categoria A |
Categoria B |
|
aree, manufatti, pertinenze
e specchi acquei, o parti di
essi, concessi per utilizzazioni
ad uso pubblico ad alta valenza
turistica |
aree, manufatti, pertinenze e
specchi acquei, o parti di essi,
concessi per utilizzazione ad
uso pubblico a normale
valenza turistica |
| area scoperta |
euro 1,86 al mq/anno |
euro 0,93 al mq/anno |
area occupata con impianti
di facile rimozione |
euro 3,10 al mq/anno |
euro 1,55 al mq/anno |
area occupata con impianti
di difficile rimozione |
euro 4,13 al mq/anno |
euro 2,65 al mq/anno |
euro 0,72 per ogni metro quadrato di mare territoriale per specchi acquei o delimitati da opere che
riguardano i porti così come definite dall’articolo 5 del testo unico di cui al regio decreto 2 aprile 1885, n.
3095, e comunque entro 100 metri dalla costa |
| euro 0,52 per gli specchi acquei compresi tra 100 e 300 metri dalla costa |
| euro 0,41 per gli specchi acquei oltre 300 metri dalla costa |
euro 0,21 per gli specchi acquei utilizzati per il posizionamento di campi boa per l’ancoraggio delle navi al
di fuori degli specchi acquei |
|