Urbanistica - Osservatorio Mattone

Dopo il ricorso al TAR quello al Consiglio di Stato.

Dopo il ricorso al TAR quello al Consiglio di Stato. bigimage

LIVORNO _ Sergio Nieri, Gabriele Volpi, Alessandro Trotta insieme ad altri hanno presentato ricorso al Consiglio di Stato sulla Porta a Mare. Il ricorso, che è sul sito www.verdilivorno.it, è la risposta alla presentazione del video sul progetto.

“Invece di venire in Consiglio Comunale a presentarlo _ afferma Gabriele Volpi, capogruppo dei Verdi _ lo abbiamo letto sui giornali. L’assessore Picchi aveva promesso di discutere il progetto in Commissione prima del rilascio delle concessioni, ma non lo ha mai fatto”.

Per i Verdi il ricorso al Consiglio di Stato è stata una strada obbligata dal mancato confronto con l’amministrazione.

“Cosimi non ha voluto trattare sulla Porta a Mare _ aggiunge Gina Truglio, portavoce dei Verdi _ Ci ha detto che non si discute con chi ricorre al giudice, ma a Livorno ci sono due pesi e due misure”.

Gli ecologisti alludono alla trattativa con la Famiglia Fremura che ha visto nascere il contestatissimo progetto del Nuovo Centro.

“Quella trattativa l’hanno fatta senza che fossero ritirati i ricorsi al TAR _ continua Truglio _ Un comportamento che non può che far discutere”.
L’idea che sta alla base dell’attuale progetto della Porta a Mare è la solita: case e negozi.

“E’ uno stile che non è cambiato_ aggiunge Marcello Allegri, portavoce dei Verdi _ una speculazione immobiliare e commerciale. Nella Porta a Mare l’unico elemento di valore è il porto turistico, il resto del progetto va cambiato”.
Oltre al porto turistico gli ambientalisti hanno proposto di far nascere una città del divertimento o una città della salute. Ma finora nulla si è mosso e le concessioni edilizie non sono state ritirate.

“Se ne riparlerà, forse, nel 2013 _ aggiunge Volpi _ Nessuno, ovviamente, fa la contabilità dei disagi. E pensare che Ciampi avrebbe dovuto inaugurarla nel 2007. Ben 13.500 mq di edifici residenziali che poi, in una fase successiva, sono diventati 14.500″.

Strano che nel piano regolatore vi fosse scritto ZERO mq di residenza. Una differenza non da poco, come quella tra i 2000 mq di commerciale del piano regolatore e i centri commerciali che sommati fanno più di 20.000 mq di negozi e annesso ipermercatino.

“La verità è che hanno sempre avuto paura _ continua Truglio _ Così hanno chiesto ai giudici l’inammissibilità del ricorso. Eppure la Giunta Cosimi e quella Lamberti hanno sempre sostenuto che le carte erano in regola”.

“Si sono appellati _ aggiunge Allegri _ ad un cavillo giuridico, chiedendo l’inammissibilità dei ricorrenti. L’accoglimento di quella eccezione da parte del Tar toscano non ha consentito l’esame delle carte”.
Una motivazione in più per fare appello.
“Una sentenza pilatesca, quella del TAR _ conclude Volpi _ che dopo quasi sei mesi di Camera di Consiglio ci ha motivato ad andare avanti”.

L’Ufficio Stampa Gruppo Verdi

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